Un aiuto alle eccellenze italiane dalla nuova legge finanziaria

La Legge Finanziaria è da oggi norma e alcuni degli aspetti approvati dal governo mostrano un significativo interesse verso le aziende che promuovono in brand italiano al 100%.

I primi provvedimenti già in vigore. La ratio della legge è chiara a tutti: aumentare le entrate statali imponendo una serie di balzelli. Tasse esplicite o mascherate, ecco come Tremonti ha tracciato la strada che dovrebbe portare al pareggio di bilancio nel 2013.

  • Ticket sanitario: si pagherà 10 euro per le prestazioni specialistiche (tranne in Sardegna, Emilia Romagna, Val D’Aosta, Veneto e Toscana, regioni che non applicheranno la misura); nel complesso la norma della Legge Finanziaria appare comprensibile e alla portata anche delle tasche meno abbienti;
  • Ticket sanitario per i codici bianchi in pronto soccorso: 25 euro, da pagare cash e subito sui ricorsi impropri al pronto soccorso, i cosiddetti “codici bianchi”. La norma serve per disincentivare coloro che con troppa facilità vanno al pronto soccorso e magari potrebbero aspettare il lunedì mattina ed essere visitati dal proprio medico curante. 25 euro, però, non sono pochi;
  • Bollo sul deposito titoli: non cambia nulla solo per chi ha un portafoglio titoli inferiore ai 50 mila euro, l’investitore continuerà a pagare 34.20 euro all’anno. Sopra questa soglia, la somma cresce a 70 euro fino a 150.000 euro di titoli, a 240 euro per investimenti fino a 500 mila euro, a 680 euro sopra questo valore; la norma appare ingenerosa specie per una coppia di pensionati che possiede 50.001 di BOT, col pensiero di lasciarli ai figli in eredità. Già il bollo è una tassa poco comprensibile, non configurandosi come imposta sui redditi. Perché non introdurre la tanto sospirata tassa sulle operazioni finanziarie, solo su quelle che producono rendite e solo sopra certe soglie? La Legge Finanziaria si farà ricordare anche per questo provvedimento;
  • Superbollo per le auto di lusso sopra i 225 kw: la norma è ok, chi ha macchine potenti – che inquinano tra l’altro di più – avranno sicuramente qualche euro in più per pagare il bollo supplementare
  • Stretta sulle stock option: nulla da commentare
  • Aumento dell’Irap sulle concessionarie dello Stato: questa è una tassa vera e propria della Legge Finanziaria , giustificabile solo dall’impossibilità di drenare risorse finanziarie da altre fonti. E non è il caso italiano;
  • Pensioni d’oro: dal primo agosto via alle riduzioni; chi percepisce una somma al di sopra dei 90.000 euro l’anno dovrà versare il 5%, mentre a tutti quelli che superano i 150.000 euro annui di guadagno sarà trattenuto il 10%. È stato ribattezzato “contributo di solidarietà”. L’idea non è male, purchè il provvedimento rientri una volta superata l’attuale fase di emergenza.
  • Ritardare la pensione: crescerà l’età pensionabile in quanto la riforma prevede l’aggancio alle aspettative di vita già a partire dal 2013 invece che dal 2014, come inizialmente previsto. Chi ha maturato i 40 anni di contributi andrà in pensione con un mese di ritardo nel 2012 e via via crescendo nel corso degli anni successivi.
  • agevolazioni fiscali e assistenziali: riduzione del 5% prima e del 20% poi, dal 2013 e dal 2014. Il contrario di quello che ci si aspetta da un Governo liberale e che proclama da anni di voler ridurre le tasse per rilanciare i consumi. Il fallimento di un ideologia economica.
  • tagli ai costi della politica, agli stipendi dei parlamentari, ai rimborsi di deputati e senatori: ——- (lo spazio è bianco, chiaro, perché scandalosamente ne Governo ne Parlamento, nemmeno quest’anno introdurranno norme atte, almeno simbolicamente, a richiamare un certo tenore di responsabilità pubblica);
  • Sgravi fiscali per gli investimenti in ricerca e sviluppo: nulla; neanche la Legge Finanziaria è riuscita a trovare i fondi per attuare la misura; la perdita di competitività e innovazione nel nostro Paese, è ormai irreversibile.
  • incentivi alle aziende che assumono nuovi lavoratori: su questo fronte il Governo è completamente sordo. Nonostante siano 8 anni che si parli di riduzione dello “scalone fiscale”.
  • Quoziente famigliare: macchè. Un’altra di quelle misure mancate che avrebbe cambiato il corso della storia per milioni di famiglie;
  • Eliminazione delle province: cos’è uno scherzo? Nessuno è mai stato così ingenuo da credere che questi centri di potere e generatori di poltrone potessero essere cancellati. Male, molto male;

Un interessante ipotesi sulla nuova Legge Finanziaria viene espressa appare su fondazioneliberamente.it dove si esprime di voler intercettare la voglia di rilancio delle imprese italiane e il bisogno delle famiglie a basso reddito di tornare ad una certa serenità domestica, consentendo ai consumi di ripartire. La politica è apparsa una volta di più dedita all’autoconservazione, alla tutela di se stessa e dei suoi privilegi.

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