Psicologia: La Dipendenza Affettiva

Accade a tutti e fa parte del modo normale di funzionamento della mente.

Da bambini dipendiamo in modo assoluto dai genitori, e man mano, che cresciamo acquisiamo competenze ed abilità sviluppando autonomia e le capacità di sopperire a molti dei nostri bisogni.

Oggi parliamo dei risvolti affettivi, legati alle emozioni che sgorgano spontaneamente dentro di noi. Il bambino, sintonizzandosi con la madre, inizia a riconoscere le proprie emozioni.

Concentrarti su te stesso e assumersi la responsabilità, significa anche incontrare la solitudine, rompere le dinamiche intrinseche e le relazioni dannose, concentrarsi sulle proprie emozioni e sui pensieri automatici disfunzionali.

Che l’amore può tutto, anche diventare arrogante e aggressivo.

Come in tutte le dipendenze, anche in quella affettiva viene percepito che c’è qualcosa che non va nel rapporto.

L’area di vulnerabilità funge da gancio di traino, più lo aggancio bene più sottometto l’altro, che a sua volta soffre e per paura di sganciarsi si lascia tirare sempre di più, spesse volte fino al punto di ricevere danni fisici. Tutto questo per evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione! Non si tratta tuttavia di una protezione serena in quanto esige continue conferme, che costano ansia e un adeguamento totale, poiché la persona che vive un rapporto simbiotico ne teme la fine”.

Si tratta principalmente di coloro che percepiscono le cose con occhiali diversi a seconda delle occasioni, che falsano la realtà al punto da non accorgersi che si è finiti nella tela del ragno.

Ma la verità è che il “ grande romantico” è in realtà un tossicodipendente affettivo , e quando inizia una relazione si crea l’illusione di aver finalmente trovato la persona perfetta.

Anche all’amore, questa esperienza straordinaria che ci fa legare in modo forte, puntellare la nostra esistenza ad un’altra persona. Il percorso sarà strutturato in modo da consentire alla persona dipendente di riappropriarsi della propria vita in funzione non sono dell’altro ma anche e soprattutto in funzione di sé; riacquisire spazi personali; scoprire, affinare, acquisire risorse personali che permettano l’autodeterminazione.

Sono dunque atteggiamenti e comportamenti che si incastrano perfettamente come la chiave alla serratura: ogni vittima esiste perchè esiste un carnefice e viceversa. Cambiare relazione quindi non cambierà molto, ciò che bisogna cambiare sono i pensieri sottostanti e i comportamenti messi in atto.

  1. La tua felicità è subordinata a quella di una sola persona
  2. Cambia argomento con disinvoltura nel corso di una conversazione
  3. Risponde molto spesso in modo vago
  4. Timori eccessivi di essere abbandonati
  5. Hai necessità assoluta di essere accettato dagli altri

psicologia affettiva

L’adulto che interagisce con il bambino gli fornisce un mondo di stimoli altamente ordinato in cui gli eventi stimolo sono rappresentati dai differenti atti umani espressivi e comunicativi. Questi sono i tipi che comunemente cadono nella trappola di questo legame intenso, spesso inscindibile, che condiziona la loro vita.

Eppure, medicina scientifica e alternativa, psicologia e counseling, sembrano concepire la vita di relazione solo se, e nella misura in cui, essa procura disagio, malessere, conflitti o patologie.

In un rapporto di dipendenza, lasciare solo l’altro può farlo sentire in preda all’ angoscia, panico e disperazione. Molto spesso, nonostante c’è piena consapevolezza che l’amore è giunto a termine, non si riesce a distaccarsi dal partner, vivendo in una dipendenza, e in particolare in una dipendenza di tipo affettivo.

La definizione di dipendenza affettiva fu coniata per la prima volta dallo psicoanalista Fenichel nel 1945, il quale definì l’amore-dipendente, come una vera e propria dipendenza, riferendosi a persone che necessitano dell’amore esattamente come dell’alcool o della droga. La dipendenza appartiene ad ogni legame, in parte.

Nelle relazioni tra amici danno eccessiva importanza all’aspetto fisico al di là dei limiti consoni per un amicizia.

La dipendenza affettiva è una forma patologica di amore e si caratterizza per la mancanza costante di scambio relazionale nel rapporto affettivo. A volte la dipendenza affettiva prende la forma di una quasi totale assenza di reciprocità, nella quale uno dei due partner diviene un “donatore di amore a senso unico”.

E riconoscere le persone che meritano il nostro amore è un’altra competenza personale da acquisire.

Autostima – Il nostro ego è potenziato quando qualcuno ci ammira o è attratto da noi. Come una relazione di dipendenza differisce da un sana amicizia? La relazione affettiva risulta assolutamente carente di equilibrio e reciprocità. Le relazioni che instaurano queste persone soddisfano il bisogno di stare a tutti i costi all’interno di una relazione, vissuta come condizione necessaria alla propria esistenza. Altra caratteristica della dipendenza affettiva è l’atteggiamento negativo e svalutante verso sé, come conseguenza del senso di inadeguatezza che contraddistingue le persone inclini a dipendendere dall’altro e l’eccessiva idealizzazione del patner.

Norwood (1985) ha associato la dipendenza affettiva ad alcune particolari strutture familiari e a vissuti relazionali precoci di attaccamenti affettivi disfunzionali (fattori predisponenti). Vuol dire che una donna con dipendenza affettiva potrebbe non riuscire a rendersi conto di quando sta ricevendo già affetto. Nella dipendenza affettiva, quando il rapporto finisce è sempre il dipendente ad essere lasciato, così questo continuerà a cercare relazioni che ripeteranno ancora le stesse dinamiche. Ma chi è il dipendente affettivo? Chi di noi non ha sentito queste frasi almeno un centinaio di volte? Perdono del tutto interesse nelle altre relazioni al di fuori di questa. Come comportarsi nelle relazioni? Gli psicologi hanno spesso individuato nelle vittime di dipendenza affettiva soggetti cresciuti da genitori iperprotettivi, che non hanno mai insegnato ai figli le responsabilità o i rischi del quotidiano. Come affrontare la dipendenza affettiva del proprio partner?

Assenza di sintonizzazione: fortemente patogena, rende possibile l’insorgenza di una psicosi. A quali miei obiettivi ho dovuto rinunciare perché condizionato dal giudizio degli altri?

Dott.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta Torino

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